È caratterizzata da tre tipi di alterazioni:
  • Ecografiche. All’esame ecografico con ultrasuoni, la PCOS è caratterizzata da molteplici piccole cisti nelle ovaie.
  • Cliniche. Aterazioni del ciclo mestruale, generalmente con mestruazioni molto distanziate tra loro, anche di mesi, fino all’amenorrea (assenza di mestruazioni). Frequentemente, si possono osservare pelle grassa, acne ed eccesso di peli superflui. Nel 50% dei casi le donne affette dalla PCOS sono in sovrappeso.
  • Ormonali. È caratterizzata da un eccesso di androgeni (ormoni ad azione mascolinizzante).

La Sindrome dell’Ovaio Policistico è un’alterazione ormonale e metabolica causata da iperandrogenismo (eccesso di ormoni maschili). È la spiegazione più frequentemente legata alle alterazioni dell’ovulazione, che colpisce il 10% delle donne in età riproduttiva, anche se si può manifestare prima della pubertà, oltre ad essere una delle cause più comuni di sterilità nella donna stessa.

In generale il PCOS si presenta quando un ormone chiamato LH o i livelli di insulina sono molto elevanti, nonostante la paziente non soffra di diabete. Di conseguenza le ovaie producono un eccesso di testosterone.

Non sempre si presenta un quadro clinico completo di tutti e tre i tipi di alterazioni descritte: ai fini della diagnosi, ne sono sufficienti due su tre.

In alcuni casi il trattamento è semplice: è sufficiente modificare le abitudini e lo stile di vita. A volte, potrebbe bastare una perdita del 5-10% della massa corporale per la ripresa dell’ovulazione. In altri casi, è necessaria la prescrizione di farmaci quali la Metformina (insulino-sensibilizzante), o di stimolatori dell’ovulazione quali il clomifene, gli inibitori dell’ aromatasi o le gonadotropine.

Se la paziente non desidera rimanere incinta, le verranno prescritti dei farmaci che migliorino la sensibilità all’insulina, anticoncezionali orali e antiandrogeni, da soli o in combinazione, per risolvere quei problemi estetici quali l’acne e l’eccesso di peli superflui.